Portale socio culturale nella Campania che cambia
Buongiorno, sono le 7:42 del 09/09/2010
 
Segni di...
Ambiente e Legalità
riflessioni e notizie su progetti relativi all'ambiente
 
 
Carità
 
 
Cultura
 
 
Cooperazione
 
 
Integrazione
 
 
 
[A] - [A] - [A]
Così si sconfigge la solitudine
www.antiracket.it In tutta Napoli, dal novembre del 2004, anno in cui fu effettuata la prima denuncia a Pianura, fino al novembre 2008, sono stati avviati 71 processi penali contro 678 imputati con la costituzione di parte civile delle associazione antiracket. Nei processi più importanti - circa 20 casi - anche il comune di Napoli si è costituito parte civile. Di questi procedimenti 44 sono stati definiti con sentenza di primo grado e 37 con sentenza di appello. Gli imputati già; condannati in primo grado sono 221 per un totale di 1478 anni di carcere. In media sono stati inflitti 6 anni e 6 mesi a ognuno di loro. In questi procedimenti le associazioni antiracket hanno assistito tutte le 113 parti offese. In 34 procedimenti su 71 gli imputati hanno scelto il rito abbreviato. Nel 2001 erano solo 71 le denunce per estorsione. Poi una rapida crescita: nel 276 nel 2002, 305 nel 2003, 533 nel 2004, 614 nel 2005, 734 nel 2006 e 659 nel 2007. In Campania sono 10 le associazione aderenti alla Fai. Quasi tutte operano a Napoli e provincia. Tra queste è da ricordare "Bagnoli per la legalità", costituita nel 2004 che conta tra i fondatori padre Quinto Pascuzzo parroco della chiesa Santa Maria dell'Arco a Campegna. Esiste anche il Coordinamento napoletano delle associazione antiracket guidato da Silvana Fucito, vittima del racket che è riuscita a denunciare i suoi estorsori (cordinamentonapoletano.it). Le associazioni antiracket svolgono tre funzioni fondamentali. La prima è vincere la solitudine di chi è oggetto di estorsione (quando è sola, la vittima ha sempre più paura). La seconda funzione è operare un raccordo fra le vittime del racket e le istituzioni: grazie al rapporto fra associazioni antiracket e istituzioni, si può ottenere il massimo risultato con il minimo livello di esposizione individuale. Terza e ultima importante funzione è garantire una valida prospettiva di sicurezza: grazie alla natura collettiva della denuncia promossa dalle associazioni, il singolo è salvaguardato dai rischi di rappresaglie. *** La Chiesa e le scuole contro il pizzo Don Zeccone: stimolo ai commercianti. Gianni Palmers: attenti alla "cultura" della camorra. Il fenomeno del racket e dell'usura è particolarmente sentito a Napoli e nei comuni della provincia. Tuttavia, come tengono a precisare dal Coordinamento antiracket napoletano, non mancano azioni di contrasto da parte della società civile: la collaborazione con le istituzioni e le forze dell'ordine diventa essenziale. Spesso, però, i soggetti impegnati in favore della legalità lavorano in solitudine e fuori da un reale ed efficace raccordo. Il progetto "Antiracket e Antiusura: rete provinciale napoletana" promosso dal Coordinamento e finanziato dalla Provincia e dalla Regione ha monitorato le forze del territorio di contrasto ai fenomeni criminali. Scuole, parrocchie, associazioni, singoli sono al lavoro per promuovere la legalità ma allo stesso tempo, spesso, si tratta di azioni scollegate tra di loro. L'associazionismo in queste tematiche è fondamentale - dichiara padre Vittorio Zeccone, già parroco alla San Giorgio martire di Pianura e tra i promotori dell'associazione "Pianura per la legalità" - e l'esperienza della nostra associazione è straordinaria. Quando ci fu il primo processo affrontammo la situazione con coraggio: oggi il clima è diverso rispetto al 2003. Molti sanno che alla denuncia non c'è alternativa. Molti commercianti, soprattutto giovani vogliono affermare solo il principio di lavorare e difendere il futuro della propria famiglia. Padre Vittorio, vocazionista nato a Pianura, parla anche del ruolo della Chiesa: Non dobbiamo sostituirci alle istituzioni e alle forze dell'ordine, ma il ruolo della Chiesa diventa fondamentale: innanzitutto siamo di stimolo ai commercianti e poi dobbiamo dire chiaramente da che parte stare. Per me è stata un'esperienza esaltante come sacerdote e come uomo anche perchè ho visto da vicino che c'è tanta voglia di cambiare. Unirsi in associazione è fondamentale: è come avere l'acqua e non poterla utilizzare, bisogna saperla canalizzare. Certo non è facile. Non bisogna abbassare la guardia. Bisogna avere l'intelligenza politica e pastorale di non spegnere i fari su una zona degradata come Pianura. Anche quando non c'è urgenza bisogna essere presenti sul territorio con iniziative. La criminalità lavora quando il clima è torbido. E la Chiesa in questi casi deve essere accogliente, propositiva e deve agire con intelligenza pastorale, con iniziative mirate. Stesso impegno per le scuole di Pianura. Due i docenti che hanno promosso fin dall'inizio l'associazione: Gianni Palmers e Maria Palma Gramaglia. L'associazione non è solo per gli imprenditori - spiega Palmers - L'impegno sociale contro le mafie deve coinvolgere innanzitutto la scuola perché la camorra è innanzitutto un fatto culturale. In ogni scuola di Pianura in questi anni sono state portate avanti importanti iniziative. Dai cicli di conferenze con personaggi impegnati in primo piano nella lotta alla criminalità; al Premio per la Legalità che dal 2000 è diventato un appuntamento importante ai "Cantieri della libertà" della Regione Campania. La cosa più bella, che è la forza della istituzione scolastica, è che a partecipare alle iniziative per la legalità c'è il pieno coinvolgimento di tutti i bambini e di molti genitori, senza nessuna distinzione. *** E io pago chi non paga. Un esercito di 146 attività commerciali napoletane che dicono con forza di no al racket. Opuscoletti, locandine e vetrofanie indicano ai consumatori le attività i cui titolari hanno denunciato oppure non si sono mai piegati all'estorsione. A dicembre è stata lanciata la campagna "Pago chi non paga" per il consumo critico sul modello del Comitato "Addiopizzo" in Sicilia. A volere l'iniziativa la Fai e il Coordinamento napoletano delle associazioni antiracket. Alla base del lavoro c'è un manifesto etico delle imprese e l'elenco delle attività commerciali. L'adesione all'elenco è decisa dal Coordinamento napoletano che esamina discrezionalmente e insindacabilmente le richiese degli imprenditori. Il consumo critico - spiegano gli organizzatori - è la scelta consapevole che i consumatori fanno ogni volta che comperano dei prodotti, selezionandoli non solo in base al prezzo ed alla qualità, ma anche al comportamento delle aziende che li offrono. Gli imprenditori si impegnano a non pagare il pizzo e a denunciare, rispettano la legalità, a diffondere l'iniziativa e a sensibilizzare gli altri imprenditori. Questa nostra iniziativa - ricorda Giorgio Baiano presidente dell'associazione "Pianura per la legalità" - serve a far riflettere i consumatori che il racket non è solo un problema dei commercianti ma dell'intera società civile perchè il commerciante che denuncia è libero di scegliere e non ha nè condizionamenti nè tanto meno imposizioni. Quindi se il consumatore premia il commerciante che denuncia indirettamente penalizza la criminalità e il commerciante che paga il pizzo e fa sentire la sua volontà esprimendo il suo consenso. Così il commerciante che paga si sente rimproverato e può essere persuaso a denunciare. Noi diciamo a tutti: "Contro il racket cambia i consumi". La maggior parte - dichiara con orgoglio Luigi Cuomo il portavoce dell'associazione - riguarda attività imprenditoriali di Pianura.
Ciro Biondi
 

COMMENTI

al momento non sono presenti commenti
Inserisci il tuo commento

 
 
.Elenco Articoli
.Eventi
.Sponsor