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PAROLE IN LIBERTA': La post-verità e il soldato di Stalin. Riflessioni sul flusso delle notizie

Richard Wurmbrand è un nome oggi sconosciuto ai più, eppure c’è stato un tempo (anni ’70-80) in cui i suoi opuscoli andavano a ruba. Pastore della chiesa luterana, è stato uno dei principali testimoni della resistenza cristiana all’ateismo sovietico, imposto con metodi brutali. Per 14 anni è stato in carcere in Romania, il suo paese natale, a causa della sua fede cristiana: non a caso, il suo libro di maggior

PAROLE IN LIBERTA': Il web e il quarto potere delle… bufale.  E' necessario sviluppare il pensiero critico

Conoscete Orson Welles? Un vero genio del cinema (guardate e riguardate, per favore, “Quarto Potere”), ma anche della comunicazione mediale. È stato tra i primi ad usare tecniche di comunicazione che oggi sono diventate di uso quotidiano, intuendo il potenziale dei mass media. Che, quando iniziò la sua carriera, era essenzialmente uno: la radio. Quanto accadde nel 1938, con l’adattamento radiofonico del romanzo La guerra dei mondi, è passato alla

PAROLE IN LIBERTA': Il sogno della Chiesa tra la gente. Riflessioni sui 10 anni del Libro del Sinodo

Abbiamo celebrato, lo scorso 26 novembre, i 10 anni dalla fine dell’ottavo Sinodo Diocesano, e in questo 2017 celebriamo i 10 anni dei documenti che ne scaturirono: il Libro del Sinodo e il Direttorio Pastorale. In queste settimane è in atto una verifica di quanto il Sinodo abbia inciso nella vita concreta della nostra Chiesa. Voglio contribuire a questa verifica facendo memoria dei “sogni” che lo accompagnarono: prima, durante, dopo.

PAROLE IN LIBERTA': Sempre più prigionieri dei “personal media”: tra amici virtuali e gogne

  Siamo ormai abituati a vedere un po’ tutti con uno smartphone in mano, camminare per strada intenti a digitare a capo chino o a dettare messaggi vocali. Inevitabilmente siamo portati a considerare tutto questo inopportuno, pericoloso, negativo… salvo poi fare lo stesso dopo mezzo minuto! Non è più solo l’esigenza di comunicare il prima possibile, ma quella di essere sempre “connessi”, “in rete”, parte di quel fantasmagorico mondo virtuale