Da quando una mia zia mi regalò a 7 anni il vocabolario d’italiano (che io da bravo bambino curioso lessi letteralmente come un libro, dalla prima parola all’ultima…), ho l’abitudine di consultarne uno quando voglio comprendere il signifi cato preciso di una parola o di un’espressione.
Così ho fatto qualche giorno fa con l’espressione “Sistema Paese”, o “Il Paese deve fare sistema”. Certo, oggi con il web, e ancor più con l’Intelligenza Artificiale, non ho un solo vocabolario cartaceo, ma diversi, digitali. Tutti però mi hanno dato la stessa risposta, che ritengo significativa di riflessione. In primo luogo, l’etimologia della parola “sistema”, sulla quale ovviamente ho concentrato la mia attenzione: deriva da un verbo greco che significa “porre insieme, riunire”, sicché la parola greca systema vuol dire “riunione”. Mi sono poi soffermato sul significato principale, quello scientifico, che in breve è quello di un «qualsiasi oggetto di studio che, pur essendo costituito da diversi elementi reciprocamente interconnessi e interagenti tra loro o con l’ambiente esterno, reagisce o evolve come un tutto» (Treccani). Dunque, sistema è ciò che, pur composto da diversi elementi, agisce come un tutt’uno. Il significato ultimo della parola “sistema” è dunque chiaro: più elementi distinti tra loro, ma connessi al punto da agire insieme come una sola cosa.
«Bello, mi sono detto, ma cosa c’entra con il nostro Paese?». Mi sembra infatti che al più l’espressione “sistema Paese” possa esprimere un auspicio, ma non un dato di fatto. Perché è vero, il nostro Paese è costituito da una molteplicità di elementi, anzi da una vera e propria frammentazione di elementi, ma che non sono connessi tra loro e non agiscono insieme come una forza che crei “unione”. Quando si dice, quindi (ma faccio solo l’esempio più recente, quello da cui ha preso le mosse questa riflessione), che tutto il mondo del calcio deve fare “sistema” come l’intero Paese, si sta dicendo una bella bugia, si sta trasmettendo una falsa informazione. Se fosse vero, tutto il mondo del calcio, ma soprattutto tutto il nostro Paese, dovrebbe muoversi all’unisono verso una comune meta, un unico obiettivo, avendo ben chiaro l’unico punto di arrivo. Certo, questo non significa negare le differenze, e infatti il “sistema” presuppone la diversità degli elementi: ma questi, pur distinti e con una propria specificità, non remano contro, non impediscono agli altri di funzionare, non operano quasi da sabotatori dello sforzo comune. Ripeto: non è questo quello che vediamo ogni giorno, in ogni campo, e non solo in Italia, ma un
po’ dappertutto. In Italia, questo sì, questo non essere “sistema” si avverte in modo particolare, forse perché abbiamo alle spalle una lunga storia di Comuni, Signorie, Principati, in lotta gli uni con gli altri: fa impressione leggere, ad esempio, nella vita di san Francesco che lui partì da giovane come soldato di Assisi contro Perugia… Nel nostro Paese la forza della disgregazione opera ormai a tutti i livelli e non si riesce a trovare qualcosa che sappia indirizzare verso un medesimo obiettivo la molteplicità di proposte, idee, fazioni. Altro che “sistema Paese”! Eppure, persino nella natura assistiamo a qualcosa che dovrebbe farci riflettere: due atomi sono spinti a unirsi per dare origine a una molecola, e questa forza d’attrazione permette loro di dare vita a qualcosa che tiene conto della loro specificità, ma che è più grande di ognuna delle parti presa singolarmente. Il processo può continuare, in modo da far nascere qualcosa di sempre più grande e complesso. È il miracolo della vita, che tende a superare il “particolare” perché possa emergere la trama connettiva della realtà. Se è così nella natura, non
dovremmo noi operare nel medesimo modo in ogni ambito? Non dovremmo far sì che possa risaltare quella particolare forza di attrazione che chiamiamo “amore”? Non è questo il compito del cristiano che non deve mai operare per la divisione, ma per la comunione, in questo particolare momento storico? Dobbiamo fare molta attenzione, perché anche su tutto ciò il vangelo ha una parola chiara: «[Gesù] disse loro: Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi».












