Quando il male fa rima con banale: la risposta all’odio resta sempre l’amore

Quanto accaduto oggi a Saint-Etienne-du-Rouvray, cittadina vicino Rouen, con l’uccisione di un sacerdote e il ferimento di tre fedeli da parte di due persone che inneggiavano all’Isis, e che hanno fatto irruzione in chiesa durante la messa delle 9, non è altro che benzina gettata sul fuoco. Sul fuoco della paura, dell’odio, del muro contro muro, della rabbia, dello sgomento… del terrore che possa capitare anche a noi! Perché questi gesti, pur dissimili tra loro, e forse con pochi punti in comune, hanno però questo di simile: sono azioni “banali”, che colpiscono persone semplici, in luoghi dove si svolge la vita quotidiana (la folla che assiste ai fuochi in un giorno di festa, un centro commerciale, una parrocchia…). E dunque, questi gesti sono tremendamente possibili e plausibili in ogni luogo, e in ogni momento. Dire che sono “banali” – che non vuol dire: irrilevanti, non degni di attenzione, o peggio: insignificanti – vuol dire richiamare quella “banalità del male” di cui spesso si è parlato. E già, perché il male si presenta in questa forma: non tra nuvole scoppiettanti di zolfo e fuoco, con tanto di corna e coda a corredo, ma nella veste del vicino di casa che sembrava tanto una brava persona, o dell’immigrato che si era integrato così bene, o del ragazzo taciturno che non aveva mai dato problemi.

Ma questo male banale, che oggi ha colpito una qualunque chiesa parrocchiale, come ce ne sono in ogni parte del mondo, e ha colpito dei credenti che partecipavano alla celebrazione del mistero eucaristico, non per questo è meno “male”. E la sua banalità non può spingerci a sottovalutarlo, o a far finta di niente, o a girare la testa dall’altro lato. Forse, la via d’uscita ci è stata provvidenzialmente indicata proprio oggi: in quel sacrificio eucaristico dove se sangue c’è, è il sangue di un Dio che dice: “Accetto di morire io perché tu possa vivere, e vivere in eterno”! Forse, la soluzione a questo male banale che vorrebbe spingerci nell’insicurezza, nella diffidenza, nella chiusura, nella paura dell’altro, è nel prendere esempio da chi ha fatto proprio il contrario, amando sino alla fine senza riserva alcuna. Forse, e forse anche questo è banale, la vera risposta all’odio resta ancora una volta l’amore.

Pino Natale

foto da internet normandia1