A Quarto convegno il 5 e 6 settembre: “Oltre il disagio. Il lavoro educativo tra scuola, famiglia ed esperienze di comunità”

Si terrà giovedì 6 e venerdì 7 settembre il convegno internazionale “Oltre il disagio. Il lavoro educativo tra scuola, famiglia ed esperienze di comunità”, nell’Auditorium del Villaggio del Fanciullo (via Campi Flegrei, 12) a Pozzuoli.

Questo il programma del convegno.

Giovedì 6 settembre primo giorno. Ore 14,30: iscrizione dei convegnisti. Ore 15: saluti di monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, e di don Gennaro Pagano, direttore del Centro Educativo Regina Pacis; “Il Metodo Integra: una strada verso l’altrimenti” di Fausta Sabatano, “Che cosa si intende per “rieducazione, e se sia “scientificamente” possibile rieducare” di Roberto Farnè, Università di Bologna Alma Mater Studiorum. Alle 16,30 inizia la I sessione coordinata da Maurizio Sibilio dell’Università di Salerno. Interventi di Gaetano Iaia dell’Istituto di Scienze Teologiche di Capua (“Sul valore del soggetto e dell’essere”), Giuseppe Milan dell’Università di Padova (“Il limite come sfida nelle relazioni interpersonali ed interculturali”), Zbigniew Formella dell’Università Pontificia Salesiana (“Il disagio giovanile: dal reale al virtuale e viceversa”). Ore 18 Lectio Magistralis di Vanna Iori, senatrice della Repubblica e docente dell’Università Cattolica di Milano (“Spazi e tempi per costruire l’altrimenti”).

Venerdì 7, II Sessione con inizio alle ore 9,30 coordinata da Felice Ciro Papparo della Università Federico II. Intervengono Laura Cavana dell’Università di Bologna (“L’esperienza educativa di “Integra”: una lettura in chiave fenomenologica”), Maura Striano dell’Università Federico II (“Includere educando ed educare includendo”), Stefano Maltese del Centro Sinapsi (“Infanzie, o delle periferie delle vite”) e Marina Santi dell’Università di Padova. Ore 10.30 Lectio Magistralis “Teaching for Change: Fostering Trasformative Learning” di Edward Taylor, professore emerito Università della Pennsylvania. 11.30 pausa. Ore 12 video testimonianza a cura del Centro Educativo Regina Pacis, Monica Fedeli dell’Università di Padova (“Collaborare per apprendere. Nuove strategie didattiche per insegnare con successo”), Francesco Lo Presti dell’Università Parthenope (“La responsabilità del disagio a scuola. Dimensioni tacite ed aspettative nella relazione educativa”), Claudia Sabatano dell’Istituto Comprensivo “Perlasca” di Roma (“Imparare ad imparare: per tutti e per ciascuno”), Rita Casadei dell’Università di Bologna (“L’esperienza laboratoriale come relazione educativa”), Cristina Palmieri (“Lavorare nel margine: condizioni e limiti di un’educazione inclusiva”). Pausa pranzo.

Ore 15 III sessione Panel “I contesti dell’agire educativo” coordinata da Gaetano Iaia. Interventi di Fausta Sabatano (La scuola), discussant Marco Guerra; Gianluca Guida (Il carcere minorile), discussant Pierangelo Barone dell’Università di Milano; Gennaro Pagano (“La famiglia”), discussant Elisabetta Musi dell’Università Cattolica di Milano. Ore 18: chiusura dei lavori. Informazioni per la partecipazione: diocesipozzuoli.org e centroreginapacis.it

LOCANDINA-Oltre il disagio

 

 

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Intervista alla dr.ssa Fausa Sabatano: «Una… patente a punti per educare i bambini alle regole»

«L’idea – spiega la ricercatrice che dal 2013 è anche direttore scientifico del Centro Educativo diocesano Regina Pacis – è in primo luogo del nostro vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, che ha sempre appoggiato e sostenuto questo progetto, e del professor Roberto Farnè dell’Università Alma Mater di Bologna. Ecco perché con il direttore del Centro Educativo Diocesano, don Gennaro Pagano, e con il direttore della Fondazione Centro per la Vita, don Gaetano Iaia, stiamo organizzando l’evento atteso da tanti esperti. Un metodo trasferibile, tanto che ora abbiamo ben tre centri operativi: Quarto, Licola e Rione Traiano. La struttura di Quarto si occupa anche di minori detenuti e minori stranieri non accompagnati ospitati in casa Papa Francesco».

È decisamente piena e coinvolgente l’attività di un centro strutturato con il Metodo Integra: tutti i giorni dal lunedì al venerdì, di pomeriggio.

«I bambini – spiega Fausta Sabatano – sono seguiti da un’equipe di professionisti, educatori, psicologi, counsellors, pedagogisti assunti con regolare contratto. In più ci sono tanti volontari. Tra le attività c’è il sostegno all’apprendimento. Poi ci sono le attività laboratoriali o di rinforzo alla didattica. Quindi ci sono le attività sportive così quelle teatrali e ludiche. Per i più grandi c’è l’orientamento professionale e il sostegno psicologico».

Quali gli elementi distintivi del Metodo Integra?

«Quattro sono gli elementi fondamentali. Innanzitutto “pensarsi insieme”: essere in rete con gli altri soggetti del territorio come parrocchie, asl, comuni, scuole, sistema giudiziario e così via. Poi “pensare insieme”: ossia un patto con i genitori o con le altre figure di riferimento dei bambini. Il legame con le famiglie è fondamentale. C’è una regola: se i genitori mancano a tre incontri di formazione i bambini vengono esclusi dal progetto; questo per scoraggiare la delega della famiglia al centro e per richiamare il genitore al suo protagonismo. “Riflettere sul proprio agire”: gli educatori sono chiamati ad un percorso di formazione di tipo fondamentalmente riflessivo sia sul versante psicologico sia pedagogico. L’intenzione è quella di creare un rimando costante tra teorie e pratiche. Infine “rispettare e rispettarsi”: porsi delle regole, creare dei dispositivi che consentano ai bambini e ai ragazzi di vivere un contesto “normato”. Un esempio? La cosiddetta patente a punti: ad ogni regola non rispettata vengono tolti i punti. Questo perché i bambini devono avere chiare le idee e condividere quello che fanno».

I numeri di Integra…

«Accogliamo bambini dai 6 ai 13 anni, quindi della scuola primaria e secondaria di primo grado. E poi i ragazzi, soprattutto quelli di Casa Papa Francesco, dai 14 anni in su. Di questa seconda fascia ce ne occupiamo dal 2013. Ad oggi abbiamo accolto tra gli 800 e i 900 bambini».

Come vengono valutati i risultati del vostro impegno?

«Innanzitutto in termini di dispersione scolastica. I nostri bambini frequentano regolarmente la scuola e solo il 2% rientra nei casi dispersione scolastica. E poi essenzialmente il nostro obiettivo è la riduzione del danno. Molti dei nostri bambini vengono da famiglie difficili, multiproblematiche. Alcuni da famiglie camorristiche. Quando i bambini finiscono il periodo di Integra non li abbandoniamo. C’è la fase del follow up. Li seguiamo e tutti, ma proprio tutti, non hanno problemi di legalità. Svolgono un’onesta attività lavorativa. Anche per i genitori i risultati sono apprezzabili».

Ciro Biondi