Il mese di febbraio si apre con la Settimana per la Vita, organizzata nella diocesi di Pozzuoli da domenica 1 a mercoledì 11, sul tema “Custodire la vita. Tessere relazioni di cura”, promossa dall’Ufficio per la pastorale della salute e degli anziani, dal Centro per la Vita “Don Luigi Saccone”, dall’Ufficio per la pastorale familiare e dalla Vita consacrata.
L’obiettivo, come specificato dagli organizzatori, è riflettere insieme su alcune delle principali sfide sociali contemporanee legate alla tutela e alla promozione della vita in un’ottica di speranza e fede, promuovendo il valore del tessere vere relazioni di “cura” della persona umana alla luce del Vangelo.
Primo appuntamento la 48ª Giornata nazionale per la Vita, sul tema “Prima i bambini”. Domenica 1, nell’auditorium “cardinale Alfonso Castaldo”, nel seminario diocesano a Pozzuoli (via Campi Flegrei, 12), dalle ore 18 alle 20, si terrà l’incontro presieduto dal vescovo don Carlo Villano, con l’intervento del coordinatore dell’Osservatorio di Bioetica della diocesi di Napoli, Lucio Romano, sul tema “La cura degli amici morali”.
Nel messaggio del Consiglio episcopale permanente della Cei per la Giornata, viene sottolineato che la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli: “dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi”.
Lunedì 2, nella ricorrenza della Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, verrà vissuta la 30ª Giornata mondiale della vita consacrata, organizzata a livello diocesano nella parrocchia Spirito Santo e Nostra Signora del SS. Rosario di Fatima a Soccavo (Via Piave, 69), dalle ore 16.30 alle 19.30.
Giovedì 5, nell’Auditorium “cardinale Alfonso Castaldo”, dalle ore 19 alle 20.30, si realizzerà un laboratorio dal titolo “Tessere relazioni di cura nella fragilità”. Verrà dato spazio a testimonianze di persone impegnate nell’ambito di cura.
Domenica 11, prevista la celebrazione eucaristica nelle parrocchie, in occasione della 34ª Giornata mondiale del Malato. L’importanza del dono dell’incontro è stato sottolineato nel Messaggio di Papa Leone per la Giornata: «Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano». Forte il richiamo verso chi opera nel volontariato, ma con lo scopo di tutelare la propria sfera individuale: «Il primato dell’amore divino implica che l’azione dell’uomo sia compiuta senza interesse personale né ricompensa, bensì come manifestazione di un amore che trascende le norme rituali e si traduce in un culto autentico: servire il prossimo è amare Dio nei fatti. Questa dimensione ci permette anche di rilevare ciò che significa amare sé stessi. Significa allontanare da noi l’interesse di fondare la nostra autostima o il senso della nostra dignità su stereotipi di successo, carriera, posizione o discendenza e recuperare la nostra collocazione davanti a Dio e al fratello».














