La Licenza Ombrello, soluzione per la visione dei film. Uno strumento per le attività pastorali

 

I rappresentanti degli uffici diocesani per la cultura e le comunicazioni sociali si sono incontrati a Pompei, nella sede della Conferenza episcopale campana, su un tema che fonde passato e futuro: “La Sala della Comunità nella vita della Diocesi”. Scenario della discussione, infatti, una nuova utilizzazione degli spazi dove si proiettano film.

A fornire spunti di riflessione è stato il segretario generale dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), Francesco Girardo, che ha illustrato alcune esperienze innovative realizzate in varie diocesi d’Italia, dal Nord al Sud, dimostrando quanto sia importante riuscire a superare la logica strettamente commerciale che caratterizza oggi le sale cinematografiche. Biglietterie poste all’esterno, ampio spazio interno dedicato alla vendita di prodotti e zona ristoro, per poi accedere in sale completamente nere, nelle quali si può solo proiettare file e difficilmente si prestano per l’organizzazione di convegni o incontri. La sala di comunità, invece, vuole essere strutturata come uno spazio nel quale “consumare socialità”.

Girardo ha sottolineato anche la necessità di curare con maggiore attenzione l’aspetto della diffusione e conoscenza delle realtà attive nei territori, per riuscire a creare un meccanismo di sostegno da parte di tutte le parrocchie e diocesi limitrofe, portando l’esempio positivo del Cinema Fatima a Salerno (in via Madonna di Fatima, 3), che cura una buona programmazione cinematografica (nelle foto l’ingresso del cinema e la sala di Guidizzolo). Un’occasione per rilanciare e soprattutto per avviare le sale di comunità, può venire dal nuovo decreto legge che finanzierà le ristrutturazioni.

Queste considerazioni sono state condivise da tutte le diocesi presenti all’incontro, che è stato presieduto dal delegato regionale del Settore per la cultura e le comunicazioni sociali, monsignor Ciro Miniero (vescovo di Vallo della Lucania) e moderato da don Valeriano Pomari, incaricato regionale del settore. Ha partecipato anche una rappresentanza della diocesi di Pozzuoli.

Particolare attenzione è stata rivolta alla presentazione della “Licenza Ombrello”, uno strumento offerto a tutte le parrocchie e agli organismi che operano al suo interno (oratori, associazioni..), utile per legalizzare le visioni pubbliche non commerciali di film e altri prodotti video effettuati a titolo gratuito e in modo sussidiario quale arricchimento culturale della pastorale ordinaria.

Nel periodo di validità di questa licenza (12 mesi, rinnovabili alla scadenza), il numero di proiezioni non ha limitazioni nella frequenza e sono programmabili tutti i film inseriti nel listino predisposto dalla Mplc (Motion Picture Licensing Company). La tariffa della Licenza Ombrello garantisce l’assolvimento dei diritti dovuti ai produttori cinematografici affiliati, mentre per i diritti sulle colonne sonore (spettanti alla Siae) sono state concordate particolari condizioni (per info: www.saledellacomunita.it oppure www.mplc.it). Girardo ha precisato che le proiezioni devono essere gratuite (non è possibile richiedere il pagamento di un corrispettivo specificamente inteso per la proiezione) e non si possono promuovere i titoli dei film sui media (sito web, facebook, radio, tv, comunicati stampa, giornali, volantini).

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