A conclusione del percorso formativo annuale “Level Up”, decine di giovani della diocesi di Pozzuoli hanno scelto di vivere un’esperienza missionaria intensa. Queste esperienze non sono state semplici attività estive, ma veri e propri segni visibili di quell’amore che ci fa muovere e non ci fa rimanere fermi, incarnando appieno il tema del convegno diocesano: “L’amore di Cristo ci spinge”. Attraverso tre weekend intensivi, i ragazzi hanno avuto la possibilità di fermarsi, scavare dentro se stessi, confrontarsi, fare comunità e riscoprire la propria personale vocazione. Dal 26 al 31 luglio, gli otto ragazzi che sono rimasti a Pozzuoli hanno soggiornato presso la Cittadella di Quarto, accompagnati da don Fabio de Luca e don Ivan Tommasino. Le loro giornate sono state caratterizzate da un ritmo intenso di servizio. Al mattino i giovani hanno offerto il loro aiuto alle case famiglia della Cittadella, con un’attenzione particolare a Casa Raoul, centro di accoglienza per persone con disabilità. Il lunedì e il mercoledì hanno accompagnato i ragazzi con disabilità al mare, mentre il martedì e il giovedì hanno collaborato direttamente nelle attività interne della Cittadella. Al pomeriggio il gruppo si è recato quotidianamente presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida, mettendo il proprio tempo e ascolto a disposizione dei ragazzi detenuti. Non sono mancati momenti di svago e condivisione, tra pomeriggi al mare e serate di gioco. Dal 29 luglio al 5 agosto, venticinque ragazzi sono volati in Albania per soggiornare presso il villaggio di Boriç Vrakë. Sotto la calorosa accoglienza dei padri dehoniani Jarek e Moses e delle suore basiliane figlie di santa Macrina, suor Francesca e suor Benedetta, i giovani flegrei si sono spesi su più fronti. Da sempre impegnati nelle periferie del mondo con uno stile fatto di ascolto, accoglienza e dedizione agli ultimi, i Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù non si sono limitati ad aprire le porte della loro comunità, ma hanno saputo guidare ed entusiasmare i giovani flegrei, contagiandoli con il loro carisma missionario e mostrando come l’Amore di Cristo possa farsi concretezza quotidiana. Grazie a questa guida attenta e paterna, i ragazzi si sono spesi con generosità su più fronti. Tutti i pomeriggi hanno animato il Grest di villaggio, che ha accolto oltre 70 bambini e ragazzi provenienti anche dai paesi vicini. Le mattinate sono state dedicate alle visite nelle carceri locali, al servizio presso la struttura delle Suore di Madre Teresa di Calcutta, e all’accompagnamento dei sacerdoti nei villaggi per le benedizioni delle case, entrando in contatto con storie di vita e famiglie segnate dal dolore e dalla sofferenza. Don Enzo Cimarelli, direttore della Pastorale giovanile diocesana, ha sottolineato il profondo valore educativo e pastorale di questo itinerario: «Come Pastorale giovanile crediamo fermamente in una Chiesa che va incontro ai giovani, che non aspetta che siano loro a venire, ma li intercetta nei loro linguaggi e desideri, offrendo percorsi seri di discernimento. Sperimentare il servizio sul campo, che sia in Albania o nel cuore ferito di Nisida, permette a questi ragazzi di passare dalla teoria vissuta durante l’anno alla pratica, toccando con mano la gioia del dono per capire quale sia la propria strada e la propria missione nel mondo».













