Area marina protetta di Baia, concluso il campo estivo subacqueo di Legambiente

Venti volontari per l’Area Marina Protetta di Baia. Il loro compito: monitorare l’ambiente e effettuare rilievi in 3D delle presenze archeologiche dell’antico Porto Giulio. Sono i giovani di Legambiente che hanno partecipato ad agosto al campo subacqueo, il primo campo organizzato dal circolo Legambiente Pozzuoli Campi Flegrei. I volontari provengono da Piemonte e dalla Lombardia.

Compito dei volontari è effettuare attività di rilievo subacqueo – in immersione subacquea ed anche in snorkeling – di manufatti archeologici, di misurare la loro quotatura, di effettuare il rilevamento e la nomenclatura delle biodiversità presenti anche con rilievi fotografici per la realizzazione di piantine planimetriche. La cartografia sarà riprodotta in 3D e sarà messa a supporto di quella già esistente della Soprintendenza Archeologica che si occupa dell’Area Marina Protetta.

«Abbiamo lavorato molto sulla Secca delle Fumose – spiega Fragale – dove è forte la presenza di attività vulcanica con fumarole e geyser. Come sempre la zona ci stupisce per la ricchezza della biodiversità. Abbiamo registrato la presenza di pesci provenienti da mari tropicali come i barracuda. Segno dei cambiamenti climatici».

«I campi subacquei sono rari e questo è unico per la sua biodiversità, per i resti archeologici e per l’attività vulcanica – spiega Guglielmo Fragale, responsabile del campo e guida autorizzata per le immersione nell’area marina baiana –  Molti ragazzi erano alla prima esperienza con le immersioni. Per questo motivo abbiamo organizzato un breve corso: per immergersi dove ci sono i resti dell’antico Porto Giulio è possibile farlo facendo snorkeling. Il nostro campo è stato organizzato nel rispetto di quello che è il sistema ecologico locale. Non a caso abbiamo scelto il Giardino dell’Orco sulla sponda sinistra del lago d’Averno per le tende. Cerchiamo di vivere questa settimana nel pieno rispetto della natura e utilizzando energie sostenibili». Lorenzo Losa di Milano è uno dei giovani impegnati: «è una vacanza alternativa rispetto alla vacanza classica. Non è relax ma impegno. È un modo di vivere, seppure solo una settimana, in maniera diversa. Conoscevo la Campania ma non i Campi Flegrei».

Ciro Biondi

 

fotosito legambiente baia