«La scossa delle ore 19.46 di venerdì 31 luglio poteva avere conseguenze peggiori, in tante situazioni. Avevamo appena concluso la celebrazione della messa in San Raffaele, quando si sono avuti danni enormi nella chiesa. Le impalcature che avevamo messo hanno ridotto l’impatto. Adesso dobbiamo continuare a lottare. Ringrazio tutti di cuore per la vicinanza dimostrata e la comunità, perché dobbiamo essere uniti. Ci dispiace ovviamente per le chiese, ma la Chiesa vera siamo noi popolo di Dio e saremo nelle piazze a pregare». Queste le parole di don José Manoel Rosa, parroco di Santa Maria della Consolazione, conosciuta come il Carmine, già chiusa al culto per precedenti scosse. Le celebrazioni erano proseguite nella vicina chiesa barocca di San Raffaele, ora danneggiata.
Stessa dinamica nel santuario San Gennaro alla solfatara, dove era stata appena conclusa la celebrazione e c’erano solo un paio di persone nel momento della forte scossa. Anche i frati cappuccini stanno celebrando all’esterno della chiesa (nella foto). «Dobbiamo rimanere uniti nella preghiera, per rinsaldare la fede e coltivare la speranza in questo tempo di crisi», come ha esortato il parroco padre Alfonso Maria Fabbricatore, ricordando che oggi è stato celebrato il “Perdono di Assisi”, per poter ottenere l’indulgenza plenaria. Nella serata di ieri la comunità francescana si era riunita per l’adorazione notturna.
Chiuso anche il duomo San Procolo martire, Sacro Cuore di Gesù ai Gelormini, Santa Maria delle Grazie, come specificato dai parroci don Franco Bartolino, don Mario Russo e don Antonio Russo. Tutte le chiese sono oggetto di monitoraggio per verificare i danni subiti, in un’azione portata avanti dall’Ufficio diocesano per i beni culturali, guidato da don Roberto Della Rocca.
Laddove possibile si sta celebrando nella zona antistante la chiesa, come avvenuto stasera in piazza della Repubblica, rispondendo all’invito espresso stamattina dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, Carlo Villano, ad essere testimoni vivi del Risorto: «Si avverte un senso di precarietà e di insicurezza, per il proprio presente e il proprio futuro. Possiamo affermare che si profilano nuove forme di povertà, non solo materiali. Dall’Eucarestia attingiamo alimento per la nostra fede. Ii Signore potrà operare grandi cose se, come comunità, abbiamo la capacità di condividere ciò che abbiamo. Oggi vogliamo condividere la profezia della prossimità, della attenzione gli unì verso gli altri. Alle nostre comunità, a voi sacerdoti chiedo di non lasciare nessuno da solo, di non abbandonare nessuno nella sua povertà. Il mio pensiero, in maniera particolare, ai giovani, agli anziani, ai fragili, a chi ha perso la casa; ricordo in particolare le persone che sono rimaste ferite dopo la terribile scossa di venerdì scorso e coloro che sono ancora in ospedale. Nessuno sia solo – ha concluso il vescovo-, tutti siamo chiamati ad accompagnarci e sostenerci insieme».
Stamattina il vescovo ha partecipato ad un incontro presieduto dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, con il Centro Coordinamenot Soccorsi, al quale era presente, tra gli altri, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Dalla diocesi attivata una raccolta fondi. «Per la Caritas una raccolta fondi è il gesto più concreto che si possa fare. Il nostro – ha dichiarato il direttore della Caritas diocesana padre Giuseppe Carulli – è un impegno che non si esaurirà nei prossimi giorni. Purtroppo il sostegno alle persone fragili si farà ancora più urgente nelle prossime settimane».
È possibile contribuire attraverso bonifico bancario: IBAN: IT56O0306909606100000108496
Intestato a: Diocesi di Pozzuoli. Causale: Emergenza Bradisismo.












