Cambiare si può, ma con i giovani. Riflessioni verso il Sinodo 2018

A Cracovia, nel parco di Blonia, Francesco, parlando ai giovani della GMG e attraverso di loro a tutti i giovani del mondo, abbandona i fogli (come suo solito) e chiede a tutti: «Io vi domando, voi rispondete: le cose si possono cambiare?»… E tante lingue formulano insieme un’unica risposta: «Sì!». Era il primo incontro tra Francesco e i giovani, a Cracovia, e il Papa, felice, confidava: «La Chiesa oggi vi guarda – direi di più: il mondo oggi vi guarda – e vuole imparare da voi». Chissà se Francesco aveva già in mente di dedicare ai giovani il Sinodo del 2018. Di certo, in quel dialogo, ne ha tracciato il percorso. Oggi la Chiesa guarda ai giovani, per intercettare la voglia di cambiamento della nostra società. Oggi la Chiesa crede che in questo mondo, più abituato a dare alle nuove generazioni etichette (“sdraiati”, “bamboccioni”, “mammoni”…) che ad ascoltarci, arriva persino a pensare che loro… proprio loro hanno qualcosa da insegnare. E così nel 2018 sarà celebrata una assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi – la quindicesima – dal titolo: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»…

Il Papa dunque invita a porsi in ascolto verso i giovani in primo luogo intercettandoli nel loro cammino di vita cristiana. Non solo, però. Il «discernimento vocazionale» riguarda tutte le scelte di vita, come l’impegno nel matrimonio, negli studi, nel lavoro. Il tema dei giovani è destinato a far “uscire” la Chiesa per incontrare chi nella nostra società ha a cuore i giovani, dialogando con i diretti interessati…

Ascolteremo i giovani delle nostre comunità parrocchiali (certo)… ma il grosso è fuori dalle sacrestie! Stiamo parlando del 97% circa che ritroveremo nelle scuole, università e luoghi diversi di aggregazione a fronte del 3% che ci ritroviamo nelle parrocchie. Sarà così necessario un tavolo di coordinamento, in questa fase, che coinvolga Pastorale giovanile, CDV, Ufficio scuola e Pastorale universitaria…

Certo, dovremo confrontarci con il pregiudizio che molti giovani hanno nei confronti della Chiesa: nei luoghi dei giovani, i cristiani sono minoranza. Serve comprendere i motivi di questo distacco, ma forse è ancora più importante agire. Dove c’è un pregiudizio, lo si può vincere solo offrendo una nuova chiave di lettura: il sogno è che le nostre parrocchie, le associazioni, tutti i gruppi e i movimenti, si aprano per ascoltare i giovani; che siano comunità sempre più accoglienti, in cui nessuno si senta giudicato ed escluso. In fondo doveva essere così in quel gruppo di persone semplici, fragili e ferite, ma caparbiamente innamorate del bene, che seguivano Gesù. Il tema del Sinodo, scelto da Francesco, ha le potenzialità per coinvolgere proprio tutti. La maggior parte dei giovani, è vero, dice di non avere “fede”. Ma in un mondo che ci sembra andare troppo veloce, sentiamo il bisogno di recuperare spazi di vita spirituale. È da qui che si può partire, accompagnando le domande di senso, lungo una strada nuova da percorrere insieme. Cari giovani, la Chiesa vi ascolta… il mondo vi guarda: con umiltà, con gioia e con passione, diteci che ci siete!

Mario Russo

direttore Ufficio pastorale giovanile diocesana