Con il vescovo la Giornata Mondiale dei Poveri nella mensa a Licola, terra di frontiera e di volontariato

Oltre la povertà materiale, con essa c’è soprattutto la solitudine. Alla luce di questa considerazione, il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella ha proposto di vivere la Giornata Mondiale dei Poveri di domenica 19 novembre, in una delle zone maggiormente abbandonate della diocesi, ritrovandosi nella parrocchia San Massimo martire e Santa Maria Goretti a Licola. Dopo la Messa – concelebrata con il parroco don Giuseppe Guida e il direttore della Caritas diocesana don Giuseppe Cipolletta – il vescovo ha pranzato con i poveri, i volontari impegnati nella mensa e le Suore della Visitazione di Maria Santissima al Tempio. Particolarmente apprezzata la presenza, tra gli altri, del sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia.

«Ieri è stato presentato – ha ricordato monsignor Pascarella durante la celebrazione – il dossier sulle povertà nella nostra regione. Hanno parlato anche alcuni che vivono diverse forme di povertà. Mi ha molto colpito la testimonianza di uno di loro. La perdita del lavoro, come conseguenza ha portato lo sfasciamento della famiglia e si è trovato a vivere il dramma dell’alcool. A un certo punto ha detto: “Vorrei che comprendeste che cosa significhi perdere la dignità”. Papa Francesco ci sollecita a tendere la mano ai poveri, incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce».

Da qui la domanda del presule: «I poveri si sentono a proprio agio nelle nostre assemblee liturgiche? Le nostre celebrazioni eucaristiche sono scuole di fraternità, spinta e occasione di condivisione, partecipazione, incontro, solidarietà e aiuto concreto? Dobbiamo chiederci con sincerità se anche la nostra comunità non sia stata contagiata dalla mentalità mondana, che punta sul denaro, la carriera, il lusso, che ci fa chiudere in noi stessi, succubi della mentalità dello spreco. Non possiamo restare inerti e tanto meno rassegnati di fronte allo scandalo dell’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. C’è una ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati e spesso si accompagna all’illegalità, allo sfruttamento offensivo della dignità umana. Siamo chiamati con gesti e parole a promuovere la cultura dell’incontro con i mille volti della povertà. Queste giornate non devono rimanere fatti episodici, devono aiutare ad introdurci ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita».

Tanti i volontari impegnati a servire a tavola nella mensa, quotidianamente coordinata da Arturo Di Gennaro. Parte attiva e determinante per la buona riuscita dell’iniziativa è stata Teresa Stellato. Con l’aiuto anche del direttore responsabile di Segni dei tempi, Salvatore Manna, è riuscita a coinvolgere diversi commercianti e professionisti di Pozzuoli, per non far mancare nulla: dai ristoranti Bobò, Il Tarantino, La cucina di Ruggiero, alla macelleria Domenico Avallone, con il panificio Stefano Chiantese e il commissionario ortofrutticolo fratelli Daniele, la farmacia Solfatara di Paola La Marca, lo studio legale avvocati Elena Guglielmo e Anna Del Giudice, lo studio commercialista Antonio Di Mare. «Oggi – ha dichiarato Teresa Stellato – è stata una giornata particolare. Abbiamo raccolto l’appello del Papa e creato un momento particolarmente emozionante in questa mensa di frontiera. Posta ai limiti di Pozzuoli, si apre verso il mondo perché accoglie persone di varie nazionalità. Ognuno di noi può fare tanto nel suo piccolo (richiamando la frase di Madre Teresa: “Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe”). Rinnovo l’appello a tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza della società, il futuro della nostra terra, di condividere il bisogno con chi è meno fortunato».

 

Fotogallery di Francesco Lettieri