I giovani a Pozzuoli realizzano l’incontro di apertura dell’anno pastorale: “vogliamo essere una Chiesa in uscita”

 

Una Chiesa che vuole essere in uscita. Questo lo slancio emerso nell’incontro d’inizio attività, che è stato organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile il 30 novembre a Monterusciello, nella parrocchia Santa Maria degli Angeli e Santa Chiara d’Assisi. All’iniziativa hanno partecipato più di trecento giovani provenienti dalle varie parrocchie della diocesi, oltre a rappresentanze dei gruppi, movimenti e associazioni del territorio flegreo. Quest’anno, durante il consueto appuntamento presieduto dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, è stato illustrato il tema dell’anno pastorale dal titolo “Camminare insieme…per una Chiesa in uscita”, partendo dall’esperienza che un gruppo di giovani della nostra diocesi ha vissuto durante la recente Giornata mondiale della gioventù di Cracovia. Ancora una volta sono state le parole di Papa Francesco a catturare l’attenzione e a scuotere le coscienze dei giovani. Durante l’incontro è stato ripreso il discorso pronunciato dal pontefice nella grande veglia della Gmg: “Ma nella vita c’è un’altra paralisi ancora più pericolosa e spesso difficile da identificare, e che ci costa molto riconoscere. Mi piace chiamarla la paralisi che nasce quando si confonde la felicità con un divano! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano. Un divano che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. Un divano, come quelli che ci sono adesso, moderni, con massaggi per dormire inclusi, che ci garantiscano ore di tranquillità per trasferirci nel mondo dei videogiochi e passare ore di fronte al computer. Un divano contro ogni tipo di dolore e timore. Un divano che ci faccia stare chiusi in casa senza affaticarci né preoccuparci. La divano-felicità è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più, che può rovinare di più la gioventù”.

Ed è proprio da questa riflessione pronunciata lo scorso luglio ai milioni di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, che la nostra diocesi inizia il suo cammino pastorale per quei giovani che vogliono “lasciare la loro impronta” come fortemente esortato dal Papa: “Cari giovani, non siamo venuti al mondo per vegetare, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. È molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati, ma mai liberi. No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”.

L’evento a Monterusciello ha visto la partecipazione dei Prisma, che hanno accompagnato con la loro musica e la loro animazione le riflessioni di Andrea Sorrentino, giovane di Sessa Aurunca che ha condiviso la sua testimonianza, esprimendo la bellezza di appartenere a Cristo in una fede viva, gioiosa e libera. Il momento è stato concluso dal vescovo che ha invitato i suoi giovani a farsi Chiesa missionaria, appunto Chiesa in uscita, ad alzarsi dal divano-felicità per andare incontro agli altri.

Angelo Volpe

 

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