Il priore di Bose, fratel Enzo Bianchi, nel convegno ecclesiale della diocesi di Pozzuoli analizza l’Evangelii Gaudium

«La prospettiva che Papa Francesco ha nell’Evangelii Gaudium non è a breve termine. È uno sguardo che vede la Chiesa in una svolta epocale». Così fratel Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, ha aperto il suo intervento realizzato venerdì 23 settembre pomeriggio, nella chiesa Sacra Famiglia a Pianura, durante il convegno ecclesiale della Diocesi di Pozzuoli, quest’anno organizzato sul tema “Evangelii Gaudium: il sogno di una Chiesa sinodale e missionaria”.

Nella sua analisi della prima Esortazione Apostolica di Bergoglio ha sottolineato l’importanza di questo documento, nel quale sono contemplate le linee guida del papato. È stato il Papa stesso, nel discorso a chiusura del V Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze dello scorso anno, che ha invitato la Chiesa Italiana ad approfondire il contenuto “per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni”.

Fratel Enzo ha approfondito in modo particolare i concetti tipici di Papa Francesco, “Chiesa in uscita” e “Chiesa dei poveri per i poveri”: «Usa uno stile semplice per un messaggio che arriva a tutti i cristiani – ha affermato – un testo pastorale ma con elementi teologici importanti». In un’ora e mezza, davanti ad una platea attenta composta da migliaia di partecipanti provenienti da tutto il territorio diocesano e non (il primo giorno il Convegno era aperto a tutti), il priore ha anche risposto alle domande rivolte dai presenti.

Non è mancata una riflessione sulla struttura dell’Esortazione: lunga, con tanti paragrafi e tanti riferimenti anche ai documenti delle Conferenze episcopali di “periferia”, come il Documento di Aparecida della V Conferenza episcopale dei vescovi dell’America Latina e dei Caraibi del 2007 a cui l’allora arcivescovo di Buenos Aires diede un importante contributo.

«Nell’Esortazione – ha spiegato fratel Enzo – si vede una Chiesa che è Popolo di Dio in cammino nella realtà che il Papa stesso chiama “carne di Cristo”». E poi, ancora: «Lo stile di papa Francesco è l’ascolto degli altri, oltre il sentire.

Centrale è la ricerca della fonte: la Sacra Scrittura». Sullo stesso argomento fratel Enzo ha risposto alla domanda di un fedele: «Nella Chiesa di una volta si faceva il catechismo imparando a memoria alcuni precetti e poi si passava direttamente alla vita dei santi, senza soffermarsi sul Vangelo».

Sulla Chiesa in uscita ha detto: «E’ un’immagine che ricorre già nell’Antico Testamento. È l’immagine dell’Esodo, della Chiesa pellegrina sulla terra: la Chiesa è sempre in uscita e lo è soprattutto per manifestare il Volto Misericordioso di Dio. Il Papa chiede di non preoccuparsi di sporcarsi gli abiti e guai a stare a distanza dai poveri per una presunta purità che Gesù non ha voluto per se stesso».

Sulla sinodalità: «L’aspetto sinodale del papato di Bergoglio è un altro degli elementi distintivi. Una Chiesa in cui la gerarchia è strutturata a forma di piramide, ma una piramide rovesciata con il vertice in fondo in cui c’è il Papa, “Servo dei Servi di Dio” e in cui dall’altro lato c’è il popolo dei battezzati. La sinodalità non è solo la collegialità: la sinodalità significa camminare insieme».

Infine non è mancato un riferimento alla Chiesa particolare: «Voi siete la manifestazione concreta della Chiesa in uno spazio determinato e la vostra Chiesa deve essere costantemente evangelizzata ed in grado di evangelizzare, un compito che spetta a tutti i battezzati».

Bianchi ha sottolineato di essere rimasto sorpreso dalla grande partecipazione all’evento, perché, soprattutto nelle diocesi del Nord Italia, non sempre c’è una grande attenzione verso iniziative simili.

Ciro Biondi

 

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(foto di Raffaele Esposito)