Il testamento spirituale del vescovo emerito di Nocera inferiore, monsignor Gioacchino Illiano, nato a Bacoli

Si sono svolti oggi nella cattedrale di San Prisco, i funerali di monsignor Gioacchino Illiano, vescovo emerito della diocesi di Nocera Inferiore – Sarno, nato a Bacoli il 27 luglio 1935.

«In questo momento di grande dolore, chiedo a tutti di pregare perché il Signore accolga nella gloria del Paradiso il suo pastore buono che ha guidato la Chiesa di Nocera-Sarno con amore e generosità dal 24 ottobre del 1987 fino al 2011» ha detto il vescovo, monsignor Giuseppe Giudice.

Monsignor Illiano, è stato ordinato presbitero il 2 luglio 1961; eletto vescovo di Nocera Inferiore-Sarno l’8 agosto 1987, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 3 ottobre dello stesso anno nella cattedrale di Salerno, dalle mani di monsignor Guerino Grimaldi. Il 24 marzo del 2011 Papa Benedetto XVI aveva accolto le sue dimissioni per raggiunti limiti di età. Aveva scelto di vivere il restante tempo della sua vita nella parrocchia di S. Maria delle Grazie in Angri, dove ha scritto il suo testamento spirituale nel 2014 (riportato sotto nella pagina). È tornato alla casa del Padre il 6 febbraio.

«Era bacolese – sottolinea don Gianni Spina – nato nel primo stabile di via Agrippina, come lui amava ricordare quando veniva in visita a Bacoli. Nella prima infanzia si trasferì con la famiglia nell’agro nocerino sarnese. Era ancora legato a Bacoli dove aveva tanti parenti. Volentieri veniva anche in forma privata e ci teneva a camminare per quelle che erano le strade e i luoghi di quando era bambino  Era compagno di giochi di mio padre, avendo quasi la stessa età: ogni volta che ci incontravamo era sempre contento di ricordare questo aspetto della sua infanzia. Ero piccolo ma ricordo Era bacolese. Nato nel 1935 nel primo stabile di via Agrippina come lui amava ricordare quando veniva in visita a Bacoli. Nella prima infanzia si trasferì con la famiglia nell’agro nocerino. Era ancora legato a Bacoli dove aveva tanti parenti. Volentieri veniva a Bacoli anche in forma privata e ci teneva a passare per quelle che erano le strade e i luoghi della sua infanzia.  Personalmente posso dire che era compagno di giochi di mio padre avendo quasi la stessa età: ogni volta che ci incontravamo era sempre contento di ricordare questo aspetto della sua infanzia. Anche se ero piccolo, quando fu eletto vescovo (nel 1987) ricordo il clima di festa e i sentimenti di giusto orgoglio per Bacoli che vedeva uno dei suoi figli elevato ad un ministero così alto e ad una responsabilità così importante nella Chiesa. Fu invitato diverse volte nelle due parrocchie di Bacoli città (S. Anna e S. Gioacchino) dove volentieri ritornava. A Bacoli ci sono i suoi cugini. Era tanto contento di ritornare nella sua città natale: spesso si attardava a ricordare persone e luoghi con gratitudine e anche un po’ di nostalgia. Conservo di lui un bellissimo ricordo di uomo mite e veramente buono, di un vescovo con uno profondo senso di paternità e costruttore, anche e soprattutto nei momenti difficili per il suo popolo, di unità e di comunione. Che il tuo ricordo sia in benedizione caro monsignor Gioacchino».

***

Testamento spirituale

Nel nome della SS.ma Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, Io, Gioacchino Illiano, per volontà di Dio, cristiano e sacerdote, nonché vescovo emerito della Chiesa di Nocera Inferiore-Sarno, nelle mie piene facoltà mentali, con il presente Testamento dispongo ed affermo quanto segue:

 

  1. Finalmente mi annullerò nella Misericordia di Dio! Muoio felicissimo di essere cristiano, prete e vescovo della Chiesa cattolica e ringrazio quanti mi hanno aiutato a diventare sacerdote ed a vivere questi doni, materiali e spirituali, che mi sono venuti dall’Alto, mediante la Santa Madre Chiesa. Mi affido al cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, per le tante possibili miserie che hanno offuscato la mia vita e chiedo misericordia a coloro che, eventualmente, abbia potuto offendere per mia colpa.
  2. Esprimo, in questo momento, in cui do l’anima a Dio, la mia riconoscenza: ai miei sacerdoti diocesani, diretti collaboratori del mio ministero episcopale, ed al carissimo don Domenico D’Ambrosi, che gentilmente ha voluto farmi dono dell’esperienza di comunione sacerdotale, mariana e focolarina. Abbraccio con immenso affetto la mia cara sorella Orsolina, i miei fratelli Tonino e Mario e quanti sono deceduti, papà e mamma, Giuseppina e Claudio; come pure abbraccio tutti i miei nipoti e pronipoti, le mie care cognate, Antonietta, Maria e Carmela: raccomando loro di continuare ad impreziosire la loro vita e le loro famiglie di tanta fede e di tanta speranza cristiana e li ringrazio per tutto il bene che mi hanno voluto in vita. Un pensiero grato a tutti coloro – sacerdoti, religiosi e religiose, a suor Domitilla e suor Federica – che gratuitamente mi hanno accompagnato per tutta la mia malattia; ai laici che ho incontrato nel mio ministero a Siano, prima, e poi, nella Diocesi di Nocera-Sarno e ad Angri, ultimamente. Vada il mio pensiero di sincera comunione a S.E. Rev.ma mons. Giuseppe Giudice, vescovo attuale di Nocera-Sarno.
  3. Alla S. Messa esequiale preferire che si svolgessero queste letture: Is 58, 11 – Rm 8, 14; Gv 17, 21, che considero adatte ad esprimere i miei sentimenti e la mia spiritualità.
  4. Desidero essere seppellito nella chiesa Cattedrale di Nocera Inferiore ad indicare il mio incancellabile legame con quella Chiesa diocesana che, da oltre venti anni e più, ho servito nel nome di Dio e della Madonna.
    In attesa festosa di incontrare il volto luminoso del Signore, pronuncio il mio AMEN per Cristo, con Cristo ed in Cristo, mediatrice la Vergine Santissima, con i miei Santi Patroni intercessori: S. Prisco, S. Michele Arc., S. Alfonso, S. Rocco e S. Sebastiano, venerati questi ultimi a Siano.

Angri (SA), 21/9/2014