L’incontro residenziale con il vescovo di Pozzuoli: «I diaconi volto della Chiesa nel vivere quotidiano»

Da venerdì 20 a domenica 22 luglio si è tenuto l’annuale incontro residenziale dei diaconi permanenti della diocesi, che ci ha visti riuniti intorno al nostro pastore, monsignor Gennaro Pascarella, e al delegato responsabile don Franco Bartolino. Sede dell’incontro è stato il Centro Pastorale Giovanni Paolo II – Villa San Pietro a Mugnano del Cardinale.

Sono ormai diversi anni che, in questa due giorni, si raggiunge un clima di sincera cordialità e affettuosa familiarità sostenuto da un forte desiderio di fare comunione, di sentirci uniti come fratelli in Cristo, senza distinzione di ruoli e compiti. Familiarità favorita anche dal numero esiguo di partecipanti e confortati anche quest’anno dalla sicura speranza  che altri due confratelli, Enrico e Giuseppe, che recentemente sono tornati alla casa del Padre, intercedevano per noi e per il nostro lavoro. Familiarità che ci ha fatto sentire uniti e vicini a coloro che non sono potuti essere con noi per gravi problemi di famiglia e di lavoro.

Non è mancato il tempo del raccoglimento spirituale e dell’azione liturgica, alternato a felici momenti di  convivialità e di benefico riposo del corpo e della mente come distacco dai ritmi delle nostre attività quotidiane sia nel ministero che negli impegni di famiglia e di lavoro.

Anche quest’anno sono state presenti molte consorti, che hanno avuto  un ruolo importante nello svolgersi dei lavori. La loro presenza rende visibile quella diaconia familiare che è ricchezza per la Chiesa e ricchezza per noi, che uniamo due sacramenti in un unico ministero.

Motivo di ulteriore gioia è stata la presenza di Massimo Pace, con Lidia e due dei loro quattro figli, che partecipavano per la prima volta alla residenziale essendo ritornati da poco nel nostro territorio diocesano. Come sempre , con la grazia e l’amore paterno che lo distingue, il nostro vescovo ci ha portato, nella prima meditazione, a riflettere seriamente innanzitutto sullo spessore della nostra fede. Un riflessione su tutte: la fede non è semplice desiderio religioso. La religione è quando “fai Dio a tua immagine” e “fai te a immagine di Dio”. Più che un’esposizione dottrinale, il vescovo si è soffermato sulla concretezza esperienziale, spesso accompagnata dalla sua storia personale.

Nelle due successive riflessioni le tematiche sviluppate sono state molto concrete.

  1. Diacono per quale Chiesa?
  2. Diacono chi sei? (lo specifico del ministero)

La LG parla di un Chiesa popolo di Dio “mistero che prende concretezza nella storia”. Con la Chiesa si manifesta l’intenzione di Dio di salvare gli uomini in quanto popolo. Questo richiede di uscire dall’individualismo e dall’autoreferenzialità. Nessuno si salva da solo, Dio offre la salvezza in modo corale. E ancora: Nella Chiesa esiste una pari dignità e corresponsabilità di tutti i cristiani. Il fine della Chiesa è il regno di Dio,  la condizione è la pari dignità, statuto è il precetto dell’Amore. Nel popolo di Dio pastori e fedeli sono insieme, nessuno avanzi la pretesa di essere il tutto

Per quanto riguarda il secondo punto il vescovo si sofferma su alcune dichiarazioni fatte da Papa Francesco negli incontri con i diaconi.. Il diaconato è una vocazione specifica, familiare,che richiama il servizio. Il diacono è il custode del servizio nella Chiesa. I diaconi imitano Gesù Cristo nel servizio agli altri. I diaconi sono  il volto della Chiesa nel vivere quotidiano dove è importante chi serve non chi comanda. Il diacono è l’occhio della Chiesa sui poveri. E un pensiero anche alla famiglia del diacono e la sua missione. La coppia diaconale può e deve fare questo servizio attingendo innanzitutto dalla grazia dell’altare dove portare le necessità dei fratelli che ha incontrato nel quotidiano. Un pensiero finale alla vocazione al martirio, vocazione che è di tutti i discepoli di Cristo e in special modo degli ordinati. La nostra terra è intrisa del sangue dei “martiri puteolani” che ci illuminano sulla necessita di vivere la fede con coerenza e di fare esperienza che è martirio anche solo andare conto corrente rispetto alla mentalità del mondo.

Anche quest’anno siamo stati coinvolti tutti a riflettere e presentare proposte  sulle questioni che riguardano il diaconato permanente. Ci siamo divisi in  tre gruppi per prendere visione delle sintesi dei lavori dei laboratori riuniti in occasione del consiglio presbiterale diocesano del 27 aprile, sul tema del diaconato permanente in diocesi, così da poter condividere, integrare o modificare quanto riportato. I gruppi erano formati da diaconi e consorti, raggruppati  a caso.

La domenica è terminata con la celebrazione eucaristica, con il rinnovo delle promesse diaconali e matrimoniali (per le coppie presenti). Dopo il pranzo, siamo ritornati alle nostre faccende quotidiane,  con il cuore colmo di gioia e di riconoscenza a Cristo e alla sua Chiesa.

Alberto Iannone