Musical Scugnizzi: martedì 4 giugno, tutti insieme appassionatamente alunni e docenti del Majorana

Il teatro? Uno specchio della società, capace anche di rappresentare delle problematiche in maniera allegorica, un vero strumento educativo e di integrazione. È il caso dello spettacolo teatrale che verrà messo in scena martedì 4 giugno al teatro della parrocchia Sant’Artema (via Amedeo Modigliani, 2 – Monterusciello). I ragazzi del liceo scientifico e del liceo artistico “Ettore Majorana” lo hanno organizzato con il supporto di alcuni docenti, come don Elio Santaniello, docente di religione e parroco di Sant’Artema, il professor Orsi, docente di educazione fisica e la professoressa Valente, docente di letteratura italiana, che ha coadiuvato i ragazzi nella lettura e nella comprensione del testo teatrale.

«La preside è stata molto contenta di questa iniziativa – ha raccontato don Elio – e ha aiutato nella realizzazione dello spettacolo. Ho presentato questo progetto per favorire il discorso dell’inclusione che può generare il teatro utilizzato con scopo didattico, il cosiddetto teatro educativo».

Il musical “C’era una volta Scugnizzi”, nasce dal film omonimo di Nanni Loy e racconta le vicende di alcuni giovani ragazzi detenuti nel carcere minorile di Nisida. Attraverso la rappresentazione delle singole storie di vita vissuta dei ragazzi, si porge allo spettatore un acuto punto di vista sulle difficili tematiche della camorra e del disagio giovanile partenopeo collegato a quell’ambiente.

Il musical dei ragazzi del Majorana è stato pensato come una forma alternativa di istruzione che mette insieme più talenti come il canto, la danza e la recitazione. Il compito di mettere insieme lo spettacolo e di coordinare i ragazzi è spettato a Roberta Principe, cofondatrice della compagnia teatrale “Vulimm Vulà”. La compagnia può contare su diversi anni di esperienza dell’ambito del teatro amatoriale, ricevendo diversi premi in giro per l’Italia. «Roberta Principe – ha sottolineato don Elio – è molto brava ed è stata in grado di includere tutti i partecipanti all’interno dello spettacolo, senza che nessuno di loro si sentisse escluso. È riuscita ad essere all’altezza delle aspettative dei ragazzi, cosa non da poco, concentrando la sua energia nel progetto, riuscendo anche ad esser innovativa e a collegare le esigenze dell’arte con la pedagogia».

Lo spettacolo, diviso in due atti, conta la partecipazione di circa trentacinque ragazzi, fra attori, figuranti e addetti ai lavori. Tutte le scenografie, naturalmente, sono curate dai ragazzi del Liceo Artistico. Le canzoni del musical saranno eseguite dal vivo. I ragazzi provano due volte a settimana, il mercoledì a scuola, e la domenica nel teatro che la parrocchia Sant’Artema Martire ha messo a disposizione. Una scelta, questa, per abitare di più il territorio e per dare ai giovani la possibilità di rientrare all’interno di un contesto comunitario con strumenti diversi dai sacramenti o dagli insegnamenti scolastici.

Ilaria D’Alessandro