Musical Scugnizzi: tutti insieme appassionatamente gli alunni e i docenti del liceo Majorana di Pozzuoli

Il teatro? Uno specchio della società, capace anche di rappresentare delle problematiche in maniera allegorica, un vero strumento educativo e di integrazione. È il caso dello spettacolo teatrale che verrà messo in scena a fine maggio al teatro della parrocchia Sant’Artema: i ragazzi del liceo scientifico e del liceo artistico Majorana lo stanno organizzando con il supporto di alcuni docenti, come don Elio Santaniello, docente di religione, il professor Orsi, docente di educazione fisica e la professoressa Valente, docente di letteratura italiana, che ha coadiuvato i ragazzi nella lettura e nella comprensione del testo teatrale. «La preside è stata molto contenta di questa iniziativa – ha raccontato don Elio Santaniello – e ha aiutato nella realizzazione dello spettacolo. Ho presentato questo progetto per favorire il discorso dell’inclusione che può generare il teatro utilizzato con scopo didattico, il cosiddetto teatro educativo».

I ragazzi si stanno preparando a portare in scena il musical “C’era una volta Scugnizzi”,  spettacolo teatrale che nasce dal film omonimo di Nanni Loy e che racconta le vicende di alcuni giovani ragazzi detenuti nel carcere minorile di Nisida, impegnati a realizzare un musical che, attraverso la rappresentazione delle singole storie di vita vissuta dei ragazzi, porge allo spettatore un acuto punto di vista sulle difficili tematiche della camorra e del disagio giovanile partenopeo collegato a quell’ambiente.

Il musical dei ragazzi del Majorana è stato pensato come una forma alternativa di istruzione che mette insieme più talenti come il canto, la danza e la recitazione. Il compito di mettere insieme lo spettacolo e di coordinare i ragazzi è spettato a Roberta Principe, cofondatrice della compagnia teatrale “Vulimm Vulà”. La compagnia può contare su diversi anni di esperienza dell’ambito del teatro amatoriale, ricevendo diversi premi in giro per l’Italia. “Roberta Principe, è molto brava ed è stata in grado di includere tutti i partecipanti all’interno dello spettacolo, senza che nessuno di loro si sentisse escluso. È riuscita ad essere all’altezza delle aspettative dei ragazzi, cosa non da poco, concentrando la sua energia nel progetto, riuscendo anche ad esser innovativa e a collegare le esigenze dell’arte con la pedagogia” commenta don Elio.

Lo spettacolo, diviso in due atti, conta la partecipazione di circa trentacinque ragazzi, fra attori, figuranti e addetti ai lavori. Tutte le scenografie, naturalmente, sono curate dai ragazzi del Liceo Artistico. Le canzoni del musical saranno eseguite dal vivo. I ragazzi provano due volte a settimana, il mercoledì a scuola, e la domenica nel teatro che la parrocchia Sant’Artema Martire ha messo a disposizione. Una scelta, questa, per abitare di più il territorio e per dare ai giovani la possibilità di rientrare all’interno di un contesto comunitario con strumenti diversi dai sacramenti o dagli insegnamenti scolastici.

Ilaria D’Alessandro