A Soccavo una bella esperienza di missione con il Pranzo dei Popoli

Un’esperienza unica, diversa. Entrare in una chiesa e non trovare, come sempre, tante panche allineate. Ma 5 grandi tavolate sulla destra e 5 sulla sinistra. Ti domandi: “Chi saranno gli invitati?” Pian piano vedi arrivare bambini, giovani, anziani, famiglie disagiate, disabili. Si siedono 100 persone. Chiedi se lavorano e che ruolo hanno nel quartiere. Scopri che sono stati invitati disoccupati, imprenditori, commercianti, impiegati, casalinghe, politici, insegnanti, dirigenti scolastici, pensionati, senza fissa dimora, insieme a sacerdoti, suore, missionari. Insomma una “rappresentanza del mondo”. Questa la fotografia suggestiva del “Pranzo dei Popoli”, che è stato organizzato sabato 11 novembre nella parrocchia Santi Apostoli Pietro e Paolo di Soccavo. Il parroco, don Vincenzo Cimarelli, spiega il senso dell’iniziativa: «Abbiamo voluto unire due idee: rispondere all’invito del Papa a realizzare momenti di preghiera e d’incontro in vista della Giornata Mondiale dei poveri, ma anche vivere un’esperienza di missione, in un discorso di mondialità. L’iniziativa, infatti, costituisce la chiusura di una settimana nella quale i missionari della Comunità di Villaregia ci hanno aiutato ad animare incontri con tutte le realtà parrocchiali, andando anche nelle scuole. Abbiamo pensato di non realizzare il solito pranzo dei poveri, ma di mettere insieme in ogni tavolo 10 persone, in rappresentanza di varie categorie, facendo interagire disagiati, professionisti, operatori, politici, religiosi. Anche l’immagine riportata sulla torta finale, con due mani che s’incrociano, vuole dimostrare che quando si sta insieme, al di là dei ruoli, si fanno cose belle».

Padre Valerio D’Eliseo, della “Comunità Missionaria di Villaregia” di Nola, ha ricordato i tanti momenti positivi vissuti nella settimana trascorsa tra le strade del quartiere e soprattutto le scuole. Sono stati ospitati a pranzo nelle famiglie, hanno incontrato i gruppi parrocchiali e le coppie che si stanno preparando al matrimonio. La loro comunità è presente in varie parti d’Italia, in Africa e in America Latina. Si basano su “spiritualità di comunione, missione e provvidenza”. «Raccontiamo quello che c’è nel resto del mondo – spiega padre D’Eliseo – ravvivando il senso di comunità. Alla base ci deve essere la comunione, andando avanti con gioia, senza lamentarsi solo di quello che manca. La concretezza, guardare insieme ad un obiettivo, possono aiutare a superare le divisioni. Così si valorizzano i talenti di ognuno e c’è spazio per la creatività di tutti».

Significativa la presenza dei due Circoli didattici, il 33° Risorgimento e il 54° Scherillo, con il dirigente scolastico Valeria Limongelli e il vice preside Bianca Cammarota. Tutti hanno apprezzato il grande risalto che la parrocchia ha voluto dare in questa iniziativa alla presenza di rappresentanti delle scuole, come sottolineato anche dalla professoressa Carmela Varone. «Realizzare un pranzo all’interno della chiesa ed invitare tante persone di realtà diverse – ha sottolineato la dirigente Limongelli – sicuramente è un bel messaggio evangelico e dimostra la voglia di fare rete nel concreto. È fondamentale dare attenzione ai bambini, troppo deboli in un quartiere come Soccavo, soprattutto oggi che i genitori non riescono a dare regole. Dobbiamo fare squadra con le forze positive del territorio».

Anche verso i politici non c’è stato solo un invito formale della rappresentanza istituzionale territoriale. Oltre il presidente della Municipalità, sono stati invitati anche alcuni consiglieri locali, di maggioranza e di opposizione. «Questa Municipalità, questo quartiere – ha affermato il presidente, Lorenzo Giannalavigna – presenta diversi profili di problematicità, alcuni atavici, altri più gravi, come la criminalità. Dobbiamo avviare un discorso educativo e culturale completamente diverso. Far capire che la strada più breve, non è sempre la migliore. Bisogna studiare, professare dei valori. Questi sono messaggi che dobbiamo diffondere. Alla lunga questo rende più di singole operazioni di polizia, che ovviamente ci devono essere. È indispensabile avere un dialogo costruttivo con le forze attive del territorio, parrocchie, che svolgono una funzione sociale fondamentale, associazionismo, scuole. Si riesce ad ottenere qualcosa soltanto se si opera insieme, da soli è difficile raggiungere l’obiettivo».

Un desiderio di collaborazione e di lavoro in rete, che è stato condiviso anche da altri rappresentanti della politica presenti, in particolare da Salvatore Varriale e Fabio Tirelli, che hanno sottolineato l’importanza di un impegno nei territori, per essere presenti e concretamente vicini alle esigenze dei cittadini.

Al di là dell’evento, la soddisfazione più grande del parroco è stata quella di vedere il pieno coinvolgimento di tutte le componenti interne alla parrocchia, catechisti, ministranti, ministri ausiliari, Caritas, corale, focolarini, scout Agesci e Masci, oratorio, movimento giovanile salesiano, cooperatori salesiani, Azione cattolica, Gruppo famiglie, Eureka Jesus. Tutti hanno fatto davvero “comunità” nel togliere le panche, preparare l’accoglienza, cucinare, servire i pasti. Oltre 100 volontari hanno contribuito a far riuscire alla perfezione il Pranzo dei Popoli. «Un’esperienza sicuramente da ripetere. Nel piano pastorale abbiamo fissato degli obiettivi. Questo è stato l’anno dell’Unità, stare insieme e riscoprirsi. Il 2018 – anticipa don Enzo – sarà l’anno della Missione, con una serie di iniziative per raggiungere quelli che definiamo “lontani”, una Chiesa in uscita. L’impegno è quello di continuare ad essere segni positivi per il nostro quartiere e la nostra diocesi».

 

 

Video Pranzo dei Popoli di Francesco Lettieri

Photogallery di Monica Moriglia