Emozione a Monte di Procida per i caduti della Grande Guerra

Anche a Monte di Procida la cerimonia pubblica per la tradizionale festa della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale ha seguito il programma ormai consolidato negli anni: dapprima la celebrazione della messa nella parrocchia dell’Assunta in piazza 27 Gennaio, quindi il corteo al monumento ai caduti,  antistante le scuole elementari del plesso Dante Alighieri. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, al termine della celebrazione della santa messa, il sindaco Giuseppe Pugliese ha pronunciato in chiesa il suo discorso seguito poi dall’intervento di Viola Scotto di Santolo, sul “Padre nostro dei soldati”. Dopo la cerimonia religiosa il corteo, accompagnato dalla locale banda musicale; dopo la deposizione della corona di fiori, il silenzio militare, la lettura da parte del sindaco dell’elenco dei numerosi concittadini morti durante i due conflitti mondiali e infine il ricordo di un montese giustiziato dai Borbone nel 1799, impiccato a quello che beffardamente venne denominato “l’albero della libertà”.

Bisogna riconoscere che ogni anno questa cerimonia emoziona profondamente coloro che vi partecipano, perché il tributo di sangue pagato dalla comunità montese nei due conflitti del ‘900 è stato davvero elevato; la lettura dell’elenco di tante giovani vite strappate via dalla furia della guerra non può lasciare indifferenti e dovrebbe essere monito per le giovani generazioni e per coloro che hanno responsabilità di governo. A tal proposito sarebbe molto bello se a questa cerimonia partecipassero più giovani, perché il sacrificio di quei ragazzi dei primi del ‘900 – come non ricordare la celebre chiamata alle armi dei ragazzi del 1899- e di quelli che oggi indossano qualsiasi divisa, non solo non venga dimenticato ma riceva anche il plauso della comunità.

Salvatore Cardito