Fuorigrotta ostaggio dei violenti. La guerriglia devasta il quartiere. I facinorosi cacciano i veri pacifisti

Chiunque abbia partecipato al corteo, si è reso conto della presenza di una regia all’interno della manifestazione, di un gruppo che cantava cori antifascisti durante il corteo e che invece ha utilizzato gli studenti e i cittadini – desiderosi solo di esprimersi in maniera pacifica e gioiosa – per avvicinarsi il più possibile alla Mostra d’Oltremare. Il segnale chiaro è arrivato alla fine del viale Augusto, dopo la facoltà di Ingegneria, quando tutti hanno proseguito andando verso piazzale Tecchio e solo un gruppetto si è diretto verso il viale Kennedy. Alle spalle della fermata della Cumana sono arrivate anche le minacce ai reporter di non fare più fotografie e si è iniziato a sentire il sapore acre dei fumogeni.

C’erano anche diverse famiglie con bambini, sindacalisti e politici locali, qualche migliaio di partecipanti che hanno dovuto abbandonare il corteo dei pacifisti, ormai trasformato in altro. Diversi cittadini hanno iniziato anche a spegnere focolai d’incendio nei cassonetti della spazzatura, ma oltre a queste azioni non è stato più possibile intervenire da parte di quanti avevano aderito alla manifestazione in maniera spontanea.

Sarebbe stato opportuno sospendere il corteo, che invece ha ripreso a percorrere via Giulio Cesare con la sola presenza di pochi studenti e gruppi dei centri sociali, nonostante alle loro spalle fosse in atto ancora l’azione di guerriglia di pochi facinorosi, ultrà o black bloc che si voglia chiamarli, che è proseguita per tutta la strada.

Resta lo sconforto dei residenti di Fuorigrotta, che ormai sono costretti a subire queste incursioni violente, che danneggiano l’immagine dell’intera città e creano danni in un quartiere nel quale la vivibilità è fortemente peggiorata da anni. «Ancora una volta – sottolinea un genitore esasperato – abbiamo dovuto trascorrere un’altra giornata nel terrore di camminare, senza poter neanche andare a fare la spesa. I nostri figli ormai sono costretti ad andare a trascorrere il tempo libero in altri quartieri o nei comuni limitrofi, visto che in particolare il sabato sera non c’è nessun controllo del territorio, neanche un vigile. Tra cortei violenti e parcheggiatori abusivi che agiscono alla luce del sole soprattutto in occasione delle partite di calcio, ci sentiamo in ostaggio».

Diversi negozianti hanno lanciato l’appello affinché vengano risistemati in breve tempo i cassonetti dei rifiuti e della differenziata, soprattutto i cartelli stradali che sono stati divelti durante gli scontri con le forze dell’ordine, alle quali va il plauso di tanti cittadini onesti che non accettano queste forme di violenza. Da alcune associazioni locali, impegnate nel sociale, parte un invito alla Municipalità e a tutte le forze positive del quartiere, perché si possa far sentire forte la voce di protesta contro ogni forma di violenza e d’illegalità, per chiedere il rispetto e il riscatto della zona occidentale di Napoli e dell’area flegrea in generale.