“Donaci la Fede per affrontare tutti i dolori della vita quotidiana e per meritare un giorno di giungere umilmente ma senza timore al Tuo cospetto”. La preghiera del Cavaliere e della Dama dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, si conclude con questa fiduciosa certezza nella infinita misericordia di Dio. Carlo Cuomo l’ha recitata migliaia di volte e avvertiva sempre una profonda commozione, nella convinzione della tenerezza dell’incontro con il Risorto. Uomo di profonda fede e dirittura morale, Carlo è nato a Napoli l’11 giugno 1971. Molto attivo e disponibile, ha messo da sempre le sue capacità professionali a disposizione della diocesi di Pozzuoli, con cui ha collaborato in vari settori, in particolare è stato coordinatore Caritas diocesana e membro del Consiglio diocesano per gli affari economici. È stato, tra l’altro sostenitore ed uno dei sottoscrittori costitutivi il 29 dicembre 2010 della “Fondazione Paulus” per aiutare a prevenire il fenomeno dell’usura. Quando gli chiesi di approfondire la spiritualità dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, mi guardò con un sorriso sornione assicurandomi che l’avrebbe fatto, ma qualche mese dopo con il pollice alzato mi disse che operare per la Terra Santa ero uno sprono ad amare di più il Signore. Fu ammesso nell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme il 23 giugno 2010 e dal 12 febbraio 2018 al 12 marzo 2026 è stato il Delegato dell’Ordine per le Diocesi di Pozzuoli e Ischia. Zelante responsabile territoriale dell’Ordine, saggio e mai banale, ha dimostrato nei fatti che l’amore per la Terra Santa e per il Signore è un unicum inscindibile. È stato più volte pellegrino in Terra Santa instaurando rapporti di amicizia fraterna con amici palestinesi di Betlemme. In queste ore mi sono pervenute da Betlemme accorate testimonianze di affetto e di preghiere da parte di cristiani e musulmani locali che piangono con noi la perdita di Carlo, morto il 27 luglio scorso. È un sentimento umano di cordoglio e smarrimento per la perdita di una caro amico-fratello, ma dovremmo gioire per lui che, nella certezza della preghiera che introduce questa riflessione, è ora nella Luce del Risorto.
Carlo Pubblico












