A Napoli incontro per i 60 anni dell’Ucsi nazionale. Deontologia e comunicare sempre la verità

Venerdì 4 maggio si è svolto un incontro nel salone dell’Arcidiocesi di Napoli per ricordare i 60 anni dell’Unione Cattolica Stampa Italiana. Il convegno è stato aperto con i saluti del presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, Ottavio Lucarelli, e del presidente dell’Ucsi Campania, Pino Blasi. Sono intervenuti il presidente dell’Ucsi nazionale, la vaticanista Vania De Luca, e il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna.

De Luca ha ricordato l’impegno dell’organizzazione, sottolineando il ruolo dei comunicatori dell’informazione, oggi sempre più delicato, in particolare per i cattolici: «Un giornalista deve innanzitutto avere a cura la democrazia, assumere la deontologia non come obbligo ma come responsabilità per una missione nella società. La deontologia non è un concetto statico, cambia nel tempo, include i contenuti e le nuove forme della comunicazione, che poi generano nuove esperienze comunicative (dinamiche social, web e così via)». Richiamando le considerazioni di Jorge Luis Borges, secondo il quale “stampando una notizia a grandi lettere la gente pensa che sia indiscutibilmente vera”, il presidente dell’Ucsi nazionale ha ricordato che un giornalista deve aiutare ad “entrare dentro” e ”andare oltre” le notizie, lasciarsi coinvolgere nel lavoro che fa (che non può essere mera trasmissione di notizie). «Occorre trovare un equilibrio tra il coinvolgimento in quello di cui sta parlando e il necessario distacco. A volte – ha concluso De Luca – bisogna chiedersi come dare le notizie, ma anche se sia un bene o un male darle, ovviamente non parlo di quelle che richiedono l’obbligo della denuncia».

Carlo Verna ha ricordato l’importanza del Testo unico dei doveri del giornalista e sottolineato il valore della formazione permanente, che in Campania è presente con una moltitudine di corsi, tutti gratuiti, grazie all’opera instancabile e alla sensibilità del presidente regionale Lucarelli. «Al centro di tutte le vicende – ha affermato Verna – ci devono essere sempre le persone. La modalità di relazione dei giornalisti è il linguaggio, questo è il nostro vero strumento, l’approccio genera empatia o alza un muro». Il presidente Verna ha sottolineato la storia di un immigrato presente in Italia da 10 anni, a cui è scaduto il permesso di soggiorno e ora dovrà lasciare il nostro Paese.

Dopo un momento costruttivo di dibattito con i presenti, don Tonino Palmese, assistente spirituale dell’Ucsi Campania, ha evidenziato quanto il concetto di “persona” deve essere determinante per i giornalisti: «In particolare noi credenti non dovremmo dimostrare che Dio esiste, ma che c’è ed è presente nella storia di ogni persona».

Le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che ha ribadito la necessità di comunicare sempre la verità, perché i giornalisti “devono essere coscienti della propria missione, esempio agli altri in questa responsabilità e formatori di coscienza”. Il cardinale, dopo aver consegnato le tessere ai neo associati all’Ucsi, ha invitato il presidente Blasi a partecipare ad un prossimo incontro dei vescovi nella Conferenza episcopale campana, per presentare il percorso avviato dall’Ucsi regionale di confronto con i referenti dell’informazione presenti nelle diocesi della Campania.