“La verità della realtà”. Riflessioni del vescovo di Pozzuoli sulla comunicazione oggi. Sdt voce di chi non ha voce

In questo tempo dobbiamo essere sempre di più aderenti alla verità della realtà. Nella prima esortazione apostolica, Evangelii gaudium, promulgata il 24 novembre 2013, Papa Francesco ricorda un principio, fondamentale soprattutto per chi scrive: “la realtà è superiore all’idea”. «Questo implica di evitare diverse forme di occultamento della realtà: i purismi angelicati, i totalitarismi del relativo, i nominalismi dichiarazionisti, i progetti più formali che reali, i fondamentalismi antistorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza saggezza». Anch’io spesso ho la sensazione che le persone si fanno un’idea e in quella idea inseriscono la realtà. Anche il nostro giornale diocesano non deve mai perdere il coraggio profetico. Il profeta è colui che aiuta il popolo di Dio a capire se sta percorrendo una strada giusta o sbagliata, è colui che denuncia una realtà ed indica nuove prospettive. La denuncia non deve mancare. Un giornale di ispirazione cristiana non può mettere tra parentesi il Vangelo e deve lasciarsi aiutare e provocare nella lettura della realtà dai criteri evangelici. Il nostro giornale Segni dei tempi si è sempre contraddistinto, fin dall’inizio, nel raccontare il positivo che spesso è nascosto, per dare un respiro alla speranza.

Come ho ricordato nell’ultima lettera pastorale, «in questi dieci anni dalla conclusione del Sinodo Diocesano, oltre ad alcuni tratti problematici già presenti allora, nuove sfide interpellano la nostra Chiesa. Non dobbiamo “aver paura di toccare la carne ferita” della nostra storia e della storia della nostra gente. Nuove povertà non solo bussano alle porte delle nostre comunità cristiane, ma la affliggono dal di dentro».

Appare necessario prendersi cura degli emarginati, dei più poveri, dei più piccoli. Anche noi quando scriviamo non possiamo trascurarli. Il giornale deve farsi voce di tutte quelle persone a cui nessuno dà voce, senza cadere nella trappola di descrivere solo il male. Bisogna puntare alla profondità della persona. Sempre riprendendo la lettera pastorale, dobbiamo «leggere i segni dei tempi e le sfide particolari a cui l’annuncio del Vangelo è soggetto nel nostro territorio, tenendo “sempre fisso lo sguardo all’uomo concreto”». Al di là delle differenze di razza, di religione, di condizione. Anche noi dobbiamo dare segni di speranza, per mostrare quello che di positivo si fa nei nostri territori.

Importante proseguire sulla linea tracciata nella settima edizione del Festival della Dottrina Sociale (che si è svolto a Verona nel mese di novembre), sul tema “Fedeltà e cambiamento”. Può sembrare una contraddizione, invece il Papa ha inviato un video messaggio proprio per sottolineare come “essere fedeli comporta la capacità di cambiare”: «Allargare il nostro servizio, rendere partecipi altri dei nostri progetti, dilatare gli spazi della creatività significa accogliere la sfida del cambiamento proprio per rimanere fedeli a Dio e all’uomo».

Nei prossimi mesi il giornale ha fissato di coinvolgere coloro che stanno curando i siti delle parrocchie, le pagine facebook o twitter, per avere interazione con chi cura i social. L’obiettivo potrebbe essere quello di effettuare un percorso per individuare e contattare questi referenti parrocchiali o foraniali, arrivando a realizzare un incontro in occasione della 52ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si svolgerà il 13 maggio 2018 sul tema scelto da Papa Francesco: «La verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Notizie false e giornalismo di pace. Un momento di riflessione sulla comunicazione da inserire tra i Forum tematici che Segni dei tempi ha avviato nel 2017 e in sinergia con l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.

Il tema, come sottolineato dalla Cei, riguarda le cosidette “fake news”, cioè le informazioni infondate che contribuiscono a generare e ad alimentare una forte polarizzazione delle opinioni. Si tratta di una distorsione spesso strumentale dei fatti, con possibili ripercussione sul piano dei comportamenti individuali e collettivi. In un contesto in cui le aziende di riferimento del social web e il mondo delle istituzioni e della politica hanno iniziato ad affrontare questo fenomeno, anche la Chiesa vuole offrire un contributo proponendo una riflessione sulle cause, sulle logiche e sulle conseguenze della disinformazione nei media e aiutando alla promozione di un giornalismo professionale, che cerca sempre la verità, e perciò un giornalismo di pace che promuova la comprensione tra le persone (il messaggio del Santo Padre per la Giornata delle comunicazioni, sarà pubblicato il 24 gennaio, in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti).

+ Gennaro, vescovo